Pubblicato: lun 25 Set 2017

Cara Mineo: ecco la gara d’appalto da 50 milioni targata Cantone

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Cara Mineo – ph. Giusi Scollo

L’appalto è stato suddiviso in quattro lotti prestazionali: ciascun partecipante può presentare offerte per tutti i lotti, ma potrà aggiudicarsi un solo lotto. E, almeno sulla carta, il centro potrebbe anche non essere più a Mineo. Prevista clausola di salvaguardia dell’occupazione.

di Giacomo Belvedere

Il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, lo aveva detto a chiare lettere il 18 marzo in Commissione parlamentare Migranti: «Si faccia al più presto l’appalto». L’appalto è quello del Cara di Mineo, il mega centro di accoglienza, al centro di diverse inchieste giudiziarie. «L’appalto sul Cara di Mineo – ha spiegato Cantone – era il classico bando su misura: mancava che indicassero anche il nome diretto del vincitore». Un bando cosiddetto “sartoriale”, «costruito in modo da escludere la concorrenza, con una logica unitaria senza divisione di lotti».

E aveva indicato alcune linee guida, per evitare la gestione monopolistica, come in passato: «Se noi facciamo un appalto – è il suggerimento del Presidente dell’Anticorruzione – nel quale consentiamo al soggetto di mettere in campo anche la proprietà degli immobili, noi gli abbiamo dato un monopolio sul quale non torneremo più indietro». «Se la proprietà dell’immobile – concludeva Cantone – fosse un bene demaniale pubblico, e si consentisse a strutture private di utilizzare in comodato gratuito, con regole ben precise, immobili pubblici, si garantirebbe sul piano della trasparenza e anche sul piano della concorrenza».

Uscite di scena alcune figure prima centrali nella storia del mega centro menenino, oggi il centro è sotto gestione commissariale: il presidente del Consorzio “Nuovo Cara Mineo”, è Giuseppe Caruso, docente universitario di Economia a Catania, supportato da Giuseppe Di Natale, amministratore delegato del consorzio. I vecchi vertici hanno lasciato il campo: coinvolti, a vario titolo, in inchieste giudiziarie, sull’asse delle Procure di  Roma-Catania-Caltagirone, alcuni già a processo, il faccendiere factotum Luca Odevaine; il sottosegretario on. Giuseppe Castiglione, che del Cara fu, in quanto presidente della provincia di Catania, soggetto attuatore; la sindaca di Mineo Anna Aloisi, ex presidente del defunto Consorzio dei Comuni “Calatino Terra d’Accoglienza”, che divenne stazione appaltante ed ebbe in carico l’appalto da 98 milioni finito sotto l’occhio della magistratura; Giovanni Ferrera, già direttore generale del Consorzio dei comuni; Paolo Ragusa, dimessosi dalla presidenza di Sol.Calatino. Sul campo, nonostante i cambi al vertice, restano invece le ditte e Coop di sempre, a cui, dal 2011 ad oggi, è stata affidata senza soluzione di continuità l’erogazione dei beni dei servizi all’interno del centro menenino.

Il nuovo bando della gara d’appalto, pubblicato dalla Prefettura di Catania che ha come oggetto l’affidamento di all’affidamento dei contratti per le forniture di beni e di servizi, relativi al funzionamento di «un centro di prima accoglienza sito nel territorio della provincia di Catania», sembra rispondere alle sollecitazioni di Cantone e si uniforma al nuovo schema di capitolato per gli appalti per la fornitura di beni e servizi relativi alla gestione e al finanziamento delle strutture di accoglienza dei migranti, firmato il 7 marzo dal ministro Marco Minniti.

ph. Il Sette e Mezzo

Ciò che colpisce innanzitutto è che, significativamente, non si nomina mai il Cara di Mineo. Sulla carta si lascia aperta la possibilità che il centro di accoglienza venga ubicato altrove. All’art. 3 del Capitolato di appalto si legge che «in caso di allestimento del centro in un immobile di proprietà o nella disponibilità dell’Amministrazione dell’interno, o comunque di proprietà demaniale, lo stesso è concesso in comodato d’uso per la durata del contratto, senza oneri a carico dell’ente gestore». In questo caso, le utenze restano a carico dell’Amministrazione concedente. Tuttavia il centro deve rispondere a due precise caratteristiche: deve avere una ricettività di 2.400 posti (meno rispetto ai 3.000 previsti dal precedente appalto, ma – come si vedrà – suscettibili di aumenti emergenziali) e deve essere «sito nel territorio della provincia di Catania». Quali altre strutture, anche demaniali, oltre a Mineo, siano in grado di ottemperare a tali requisiti è difficile dire. 

Queste le principali novità dell’appalto 2017:

eliminazione dell’anomalia, un unicum nel panorama nazionale, del Consorzio come stazione appaltante: una creatura giuridica sui generis, di cui Luca Odevaine si attribuisce nelle intercettazioni la paternità, vantandosi di averla suggerita all’allora ministra Cancellieri. La palla torna in mano alla Prefettura;

superamento della figura del gestore unico e la suddivisione dell’appalto in quattro lotti prestazionali: servizi alla persona, comprensivi di mediazione culturale, assistenza sanitaria, sociale e psicologica, somministrazione di pasti e generi alimentari, servizio di pulizia ed igiene ambientale e fornitura di beni;

tracciabilità dei servizi con l’aggiudicazione dell’appalto all’offerta economicamente più vantaggiosa,  individuata secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, premiando la componente qualitativa e scoraggiando gli eccessivi ribassi;

– previsione di una clausola sociale finalizzata a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, creando una positiva correlazione con l’accoglienza dei migranti;

– rafforzamento delle attività di ispezione e monitoraggio del Ministero dell’Interno sugli standard qualitativi dei servizi resi.

Sono linee tese a evitare che si replichi il cosiddetto “sistema Odevaine”, la “cosa grossa”, di cui il faccendiere parla nelle intercettazioni, il raggruppamento di un’invincibile armata di coop, alleate in una sorta di larghe intese dalle “rosse” alle “bianche”,  capace di offrire un  pacchetto all-inclusive dai servizi alle forniture, all’immobile e di sbaragliare e zittire preventivamente ogni concorrenza.

L’importo complessivo presunto dell’appalto, determinato dalla sommatoria degli importi dei 4 lotti, è di € 49.941.788,00 oltre IVA e oneri di sicurezza. Meno dei 97.893.000 milioni dell’appalto precedente. La durata dell’appalto è di tre anni non rinnovabili e decorrerà dalla data indicata nel contratto di appalto per ogni singolo lotto. Ciascun partecipante può presentare offerte per tutti i lotti, ma potrà aggiudicarsi un solo lotto che dovrà essere indicato, preventivamente, nel caso di aggiudicazione di più lotti, nella domanda di partecipazione.

LOTTO 1 – Fornitura di servizi alla persona, gestione amministrativa e registrazione stranieri, assistenza generica e sanitaria alla persona e connessi. L’importo a base di gara, IVA esclusa, del lotto 1 è pari ad € 16.898.040,00, oltre oneri per la sicurezza per i rischi interferenziali stimati in € 67.592,16 non soggetti a ribasso per le prestazioni di cui agli artt. 2, 3 e 4 del capitolato. L’importo predetto è rapportato ad un numero di posti presunto complessivo pari a n 2.400 per i tre anni di vigenza del contratto. Il costo giornaliero per ospite è determinato in € 6,43 Iva esclusa.

LOTTO 2 – Fornitura pasti. L’importo a base di gara, IVA esclusa, è pari ad € 19.710.000,00 oltre oneri per la sicurezza per i rischi interferenziali stimati in € 39.420,00 non soggetti a ribasso per le prestazioni di cui all’art. 5 del capitolato.

LOTTO 3 – Servizio di pulizia ed igiene ambientale. L’importo a base di gara, IVA esclusa, è pari ad € 3.525.548,00, oltre oneri per la sicurezza per i rischi interferenziali stimati in € 14.102,19 non soggetti a ribasso per le prestazioni di cui all’art. 6 del capitolato.

LOTTO 4: Fornitura di effetti letterecci, vestiario, prodotti per l’igiene (indumenti esterni vari, indumenti, calzature, articoli da viaggio e accessori, asciugamani, biancheria intima, prodotti per la cura personale). L’importo a base di gara, IVA esclusa, è pari ad € 9.808.200,00 (di cui € 3.022.200,00 soggetto a ribasso e la restante parte pari a € 6.786.000,00 non soggetta a ribasso, in quanto inerente a spese per pocket money e schede telefoniche) oltre oneri per la sicurezza per i rischi interferenziali stimati in € 19.616,40 non soggetti a ribasso per le prestazioni di cui all’ art. 7 del capitolato.

Tuttavia, si precisa che, qualora il numero e la frequenza degli arrivi di migranti nel territorio nazionale rendessero necessario un incremento delle capacità ricettive della struttura di accoglienza, il RUP, su disposizione del Ministero dell’Interno, farà ricorso agli aumenti di prestazione dei singoli lotti rapportati al numero maggiore di presenze nel centro fino al massimo previsto del 50% (cfr. d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, comma 1, lettera a). A questo aumento se ne potrebbe aggiungere un altro di un quinto, per sopraggiunte necessarie modifiche (d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, comma 12). Il tetto dell’importo potrebbe lievitare dunque, senza necessità di una nuova procedura, sino a un importo massimo di 84.195.930,00.

L’erogazione del servizio di accoglienza e assistenza sarà finanziato con i fondi ordinari di bilancio.

Come chiarisce l’art. 13 del disciplinare, ai fini di una corretta formulazione dell’offerta dei servizi individuati nei lotti 1, 2 e 3, gli operatori economici dovranno effettuare un sopralluogo nel centro di prima accoglienza, nella sede attuale ovvero nel centro che verrà successivamente individuato e sito nel territorio della provincia di Catania, per prendere visione dei luoghi, delle attrezzature e degli impianti interessati all’appalto. La mancata effettuazione del sopralluogo, comporterà l’esclusione dalla procedura di gara.

L’affidamento avverrà mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli articoli 60 e 95, co.2, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (in seguito solo Codice) per i Lotti 1, 2 e 3, mentre per il Lotto 4 il criterio di aggiudicazione sarà il minor prezzo ai sensi dell’art. 95, comma 4 .

Il termine per il ricevimento delle offerte è l’8 novembre 2017 alle ore 12.00. L’apertura delle buste contenenti le  offerte sarà il 14 novembre 2017 alle ore 9.00 presso l’Ufficio Territoriale del Governo di Catania, in via Prefettura, 14.

Una clausola, infine, volta a preservare i livelli occupazionali, stabilisce che «gli aggiudicatari si impegnano ad assorbire nel proprio organico il personale operante nei centri come previsto dall’articolo 50 del Codice, nel rispetto dei principi dell’Unione Europea, in particolare della libera concorrenza, nonché della libertà di iniziativa economica di cui all’art. 41 della Costituzione Italiana, ferma restando l’applicazione dei CCNNLL del settore di cui all’art. 51 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 81».

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