Pubblicato: sab 7 Ott 2017

Graziani inaugura a Caltagirone mostra sul Grande Torino: “Troppo business oggi nel calcio”

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ph. Il Sette e Mezzo

“Sono più legato al mio calcio – confessa l’ex bomber granata -, dove c’era più attaccamento, più disponibilità verso la gente, verso i tifosi. Oggi mi sembra tutto molto più basato sul business e questo non è che mi piaccia molto”.

di Giacomo Belvedere

È emozionato Ciccio Graziani, indimenticato bomber del Toro  (7 ° nella classifica degli migliori attaccanti della squadra Granata con 122 goal, subito dopo il mitico Valentino Mazzola) e della Nazionale: il suo cuore granata pulsa forte nel rievocare i tragici eventi che portarono al disastro di Superga.

Graziani ha inaugurato ieri a Caltagirone una mostra dedicata al Grande Torino presso i locali delle suore del Sacro Cuore. A tagliare il nastro Rocco Testa, storico tifoso del Toro a Caltagirone, una città che solitamente tifa per altri colori, e in cui essere supporter granata è una scelta controcorrente, quasi un volersi passare lo sfizio di essere una mosca bianca.  

La mostra, che raccoglie alcuni cimeli storici del Grande Torino, sarà aperta ai visitatori dal 6 all’8 ottobre. Il Grande Torino, rappresenta nell’immaginario collettivo dei tifosi del calcio e non solo, un mito, una leggenda, che si fermò tragicamente quel 4 maggio 1949, quando alle ore 17,03 l’aereo, con a bordo l’intera squadra, che tornava da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole con il Benfica, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga: 31 le vittime. Si era nell’Italia del dopoguerra, che faticosamente tentava di risollevarsi, e le gesta eroiche di Coppi e Bartali nel ciclismo, del Grande Torino nel calcio, regalavano sogni a chi era stato provato duramente dalle sofferenze e privazioni della guerra e dell’occupazione nazista. Furono in seicentomila a tributare commossi l’omaggio dell’Italia intera a quegli sfortunati eroi, morti anzitempo.

“Quella era una grandissima squadra – dice ai nostri microfoni Graziani -, in Italia per tantissimi anni era diventata la squadra imbattibile. Soltanto una disgrazia ha tolto a questi grandi campioni la possibilità, non solo di vivere ancora più a lungo, ma soprattutto di poter continuare a vincere, poter diventare l’orgoglio italiano. E quindi, quando si parla del Grande Torino c’è sempre una grande emozione. Poi ho avuto la fortuna di di giocare in quella società, di vivere nel mito di quei grandi campioni”.

Già, il mito, la leggenda, la tragedia, un eroismo sportivo di altri tempi, rivivono in questa mostra di cimeli storici. Ricordi di un calcio epico, romantico che oggi non c’è più, sommerso dal business. “Il calcio oggi è cambiato, per certi aspetti migliorato per altri no. Io però – ci confessa con una nota di amara nostalgia lo storico bomber granata – sono più legato al mio calcio, dove c’era più attaccamento, più disponibilità verso la gente, verso i tifosi Oggi mi sembra tutto molto più basato sul business e questo non è che mi piaccia molto”.

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