Pubblicato: ven 17 Nov 2017

Nuovo “No” del Comune di Caltagirone all’Eni per ricerche idrocarburi nel bosco di SantoPietro

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Secondo l’Enimed l’impatto ambientale sarebbe “temporaneo, limitato e reversibile”. Ma dal Comune arriva un nuovo no alle ricerche Eni col metodo dell’esplosivo. Il sindaco Ioppolo: “Battaglia per la difesa dell’ambiente del patrimonio storico e artistico del territorio”.

“Avevamo già espresso le nostre preoccupazioni, che sono addirittura accresciute dal nuovo documento trasmessoci da Enimed. Ribadiamo, pertanto, il nostro diniego alle attività di ricerca di idrocarburi con test che utilizzano sia il metodo dell’esplosivo, sia il metodo vibroseis soprattutto in prossimità del centro storico dove, per la vetustà o fatiscenza di parte del patrimonio edilizio esistente, è necessaria la massima attenzione”.

È quanto si sottolinea nella nota, indirizzata fra gli altri ai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, agli assessorati regionali al Territorio e Ambiente e all’Energia, ai dipartimenti nazionale e regionale della Protezione civile e all’Enimed, con cui il sindaco Gino Ioppolo e il dirigente della IV Area, Ignazio Alberghina, dopo i rilievi inviati lo scorso 7 luglio, confermano la contrarietà del Comune di Caltagirone al coinvolgimento del territorio nel maxi progetto di Enimed, la società di Eni che si occupa di esplorazione di giacimenti di idrocarburi e della loro coltivazione, per nuove ricerche nel territorio isolano che toccano le province di Caltanissetta, Catania, Enna e Ragusa e che coinvolgono, gran parte del territorio del Calatino Sud Simeto (i comuni di Caltagirone, Grammichele, Mineo, Ramacca, San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, San Cono), e inoltre i territori di Gela, Niscemi, Mazzarino, Aidone, Piazza Armerina. Le preoccupazioni sono determinate dal fatto che le ricerche in questione potrebbero, secondo un’autorevole corrente di pensiero, produrre terremoti.

Il piano di ricerche prevede l’utilizzo di cariche esplosive da 10 kg e per un numero imprecisato, da far brillare in fori profondi fino a 30 metri. per centinaia di chilometri quadrati. Il rilievo sismico 2D sarà effettuato su una griglia costituita da 11 linee sismiche di lunghezza variabile da un minimo di 17,945 km (linea E) a un massimo di 49,812 km (linea L), per una lunghezza complessiva pari a circa 332 km. Di questi, 126 km saranno eseguite nel permesso “Passo di Piazza” e 206 km nel permesso “Friddani”. Il programma prevede la realizzazione di una campagna di acquisizione in corrispondenza delle suddette linee mediante sismica a riflessione 2D, con l’utilizzo di esplosivo, vibroseis e massa battente.

Area interessata dalle richerche

Ulteriore allarme per l’impatto sul territorio desta il fatto che le indagini sismiche 2D saranno svolte, in parte, anche in aree protette da vincoli ambientali. Le linee sismiche infatti sono vicine o addirittura interferiscono con siti vincolati: 1) esternamente al perimetro delle seguenti aree: “Sughereta di Niscemi” e “Riserva Naturale Regionale Sughereta di Niscemi” (nel punto più vicino, la linea sismica M dista circa 1,5 km dal perimetro del Sito e dell’area protetta); “Lago Ogliastro” (nel punto più vicino, la linea sismica A dista circa 1,9 km dal perimetro del Sito); 2) in adiacenza al “Biviere e Macconi di Gela” (linea sismica M) e in prossimità del perimetro del “Bosco San Pietro” (le linee sismiche F e G terminano a circa 250 m dal perimetro esterno del Sito e dell’area tutelata); 3) all’interno del territorio delle seguenti aree: “Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela” e “Biviere e Piana di Gela” (una parte del tracciato delle linee sismiche G, H, I, L, M, attraversa il territorio dei siti tutelati).

Assoluta e motivata contrarietà viene dunque espressa anche in relazione al possibile coinvolgimento, nelle attività di ricerca di idrocarburi, del bosco di Santo Pietro, in considerazione del suo elevato valore e interesse di carattere ambientale. Evidenziate ancora una volta la sussistenza, nel territorio calatino, di rischi elevati sia da un punto di vista sismico che da quello connesso alle frane, e l’insufficienza delle “spiegazioni” e valutazioni fatte da Enimed.

“Non abbiamo nulla contro lo sviluppo economico – sottolinea il sindaco Ioppolo -, ma vogliamo che esso venga promosso con metodi compatibili con il rispetto dell’ambiente, della natura e con la tutela del patrimonio storico e artistico. Ancora una volta, quindi, esprimiamo parere contrario a una prospettiva che non riteniamo rassicurante per le nostre comunità”.

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