Pubblicato: mar 12 Dic 2017

+++Ultim’ora+++ Caltagirone, ha un nome l’uomo trovato morto senza testa né braccia

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ph. Andrea Annaloro

Si tratta di un rumeno che lavorava a Sigonella. Una segnalazione della sorella, che ha letto la notizia del ritrovamento del cadavere mutilato e allarmata perché non riceveva più notizie, sarebbe ritenuta attendibile dai Carabinieri.

Sembra a una svolta clamorosa il giallo dell’uomo trovato morto a Caltagirone senza testa né arti superiori la mattina dell’8 dicembre scorso. L’uomo è stato trovato la mattina della festa dell’Immacolata, riverso bocconi e orrendamente mutilato, privo della testa, del braccio sinistro e di parte della spalla sinistra e con il braccio destro ridotto a un moncherino di sole ossa, spolpate della carne, probabilmente dai cani randagi, in Contrada Mazzone, in periferia della città. A fare la raccapricciante scoperta un passante, uscito per la consueta passeggiata con il cane, che ha  allertato i Carabinieri. Sul posto sono prontamente intervenuti il Comandante dell’Arma Sergio Vaira, il Nucleo Operativo di Caltagirone, diretto dal Luogotenente Tommaso Cilmi, gli uomini della Scientifica e il medico legale, dott.ssa Maria Francesca Berlich, per gli accertamenti del caso. La zona è stata interdetta e transennata.

Oggi la vittima ha finalmente un nome. Si tratta di un rumeno, Costel Ciobanu, nato in Romania il 24/06/1966, che  lavorava a Sigonella. La notizia è stata data dalla testata online Casertasera.it. Secondo quanto rivela il giornale, la sorella dell’uomo, che abita a pochi chilometri da Vaslui, in Romania, è venuta a conoscenza della notizia del ritrovamento, data dai giornali italiani, e indubbiamente rimbalzata anche in Romania. Anche la nostra testata ha fatto registrare cinque visualizzazioni dalla Romania  venerdì 8, otto sabato 9, e tre domenica 10, e già nove oggi. Inusuale per una giornale locale: segno che la notizia è arrivata in Romania. La donna si è allarmata: il fratello infatti non si faceva più sentire, mentre era solito chiamare tre o quattro volte al giorno. La donna ha lanciato un appello su Facebook, in uno dei gruppi di rumeni in Italia, e l’appello è stato  letto anche dal vice direttore di Casertasera, Emiddio Bianchi, grazie alla conoscenza della lingua rumena della sua compagna. Bianchi ha contattato la donna e si è fatta spedire una foto, quindi ha chiamato immediatamente la caserma dei carabinieri di Caltagirone, che hanno confermato di essere sulle tracce dell’uomo, grazie al giubbino blu che indossava, e che rimanda a una ditta rumena. La certezza verrà dalla comparazione del dna dell’uomo trovato morto con quello della sorella. E si possono aprire anche nuove piste sui moventi del feroce omicidio. 

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