Pubblicato: ven 22 Dic 2017

Acqua, nuovo corso alla centrale Maguli. I 5 sindaci: “Garantita natura pubblica della gestione acqua”

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ph. Il Sette e Mezzo

Comincia il nuovo corso della gestione della centrale idrica di Maguli. I cinque sindaci: “Si aprono significative prospettive per le nostre comunità”. Con interventi di  efficientamento a Caltagirone si potrebbe seriamente pensare all’h24, a cominciare dai quartieri più a valle.

Comincia il nuovo corso nella gestione della centrale idrica di Maguli (in territorio di Vizzini), affidata ai Comuni della zona: la gestione dell’impianto, di proprietà del demanio regionale, passa, dopo oltre 25 anni, dall’Eas, (Ente acquedotti siciliani), oggi soppresso, all’Ats (Associazione temporanea di scopo) costituita dai 5 Comuni. Si è assicurata in tal modo la pubblicità della gestione dell’approvvigionamento del prezioso liquido da parte dei cinque comuni del Calatino. Una soluzione per nulla scontata, dal momento che a un certo punto si è persino ventilata l’ipotesi della cessione a Caltacqua, acque di Caltanissetta s.p.a.

La centrale assicura oggi una portata media di poco meno di 70 litri d’acqua al secondo, così ripartiti: 42 litri al Comune di Caltagirone, 5 litri al Comune di Grammichele, 7 al Comune di Mazzarrone, 6 a quello di Licodia Eubea e 8,5 litri al secondo al Comune di Mineo. Ma i 5 Comuni contano, attraverso alcuni interventi, di aumentarne la portata, sino addirittura a raddoppiarla. L’operazione, calcola il sindaco Ioppolo, comporterà la spesa di circa un milione di euro, in gran parte di energia elettrica, a cui aggiungere i costi per l’efficientamento dei pozzi (c’è già un progetto di 600 mila euro), “e si può pensare all’ampliamento, all’escavazione di nuovi pozzi. Tutta la rete comporterà alcuni milioni di euro”. Gli amministratori dei cinque comuni sperano in finanziamenti da parte dello Stato per ristrutturare tutta la rete, le cui condutture ormai obsolete causano notevoli perdite del prezioso liquido. 

Gli intendimenti e le iniziative in programma sono stati illustrati stamani, al municipio di Caltagirone, dai sindaci dei 5 centri interessati – Gino Ioppolo per Caltagirone, Giuseppe Purpora per Grammichele, Giovanni Verga per Licodia Eubea, Anna Aloisi per Mineo e Giovanni Spata per Mazzarrone, quest’ultimo impossibilitato a intervenire ma in piena sintonia sugli intendimenti e sulle modalità operative (il Comune di Mazzarrone, al pari degli altri, è stato protagonista del percorso, coordinato dalla Prefettura di Catania, che ha portato a questo significativo risultato). 

Col passaggio dall’Eas (Ente acquedotti siciliani) all’Ats (Associazione temporanea di scopo) costituita dai 5 Comuni, saranno consegnati a quest’ultima: le condotte di adduzione al Comune di Caltagirone (con le diramazioni per i Comuni di Grammichele e Mazzarrone) e a quelli di Licodia Eubea e Mineo; la centrale di rilancio; 6 pozzi in funzione; 3 pozzi non in esercizio; i serbatoi di Timpasecca e Maguli, le varie apparecchiature e cabine elettriche e la casa di guardiania. Queste le quote assegnate a ciascun Comune: il 40 per cento a Caltagirone (che ha quindi rinunciato a parte delle quote che gli sarebbero spettate in ragione di un computo proporzionato al numero degli abitanti) e il 15 per cento a testa agli altri quattro.

“Abbiamo garantito – ha detto il sindaco Ioppolo – la natura pubblica della gestione dell’acqua. L’obiettivo prioritario della nostra azione congiunta è la manutenzione dei pozzi, per ridurre il più possibile le perdite del prezioso liquido e assicurarne in quantità crescenti alle nostre comunità. Caltagirone, con un  efficientamento di altri 15 litri di acqua al secondo, oltre a quello che già attinge, potrebbe seriamente pensare all’h24, a cominciare dai quartieri più a valle”. L’approvvigionamento d’acqua a Caltagirone, pari a 100 l/s, oltre che dalla centrale Maguli, proviene dai pozzi di Polla Carrozza e di Bellia, (nel territorio di Piazza Armerina, acquistati ai primi del Novecento dalle amministrazioni guidate da don Sturzo, ed efficientati di recente dalla Sie, con un aumento della portata di oltre il 20%: 22/23 l/s), più altre fonti nel territorio di Santo Pietro. 

Il sindaco Purpora ha evidenziato “l’utilità delle piena collaborazione fra i Comuni” e indicato come determinante “la rifunzionalizzazione dell’intero sistema”. Il sindaco Verga ha ricordato “l’esistenza di un progetto esecutivo” e considerato chiuso “un capitolo pieno di problemi, con l’apertura di un altro, carico di significative prospettive”. Il sindaco Aloisi ha sottolineato “i concreti e consistenti vantaggi che potranno derivare alle nostre comunità da questa buona politica del territorio”.

Un problema sul tappeto è la sorveglianza della centrale Maguli, che più volte, l’ultima la notte del 1 agosto scorso, è stata oggetto di furti ed atti vandalici, che ne hanno compromesso seriamente la funzionalità. Oltre a videocamere si pensa a un servizio di guardiania nelle ore notturne.

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