Pubblicato: dom 24 Dic 2017

Ius soli: mettete Erode nei vostri presepi

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Giovanni Iudice, Il bambino clandestino (matita su carta)

In Italia non c’è più posto nel presepe per la famiglia di Nazareth: pezzenti senzatetto. Il posto d’onore spetta ad Erode, il re a cui facevano paura i bambini, perché destabilizzavano il suo regno. Oggi negherebbe lo ius soli a 800 mila bambini e ragazzi, ritenendoli un pericolo per l’Italia.

di Giacomo Belvedere

C’è posto solo per Erode nel presepe di tanti italiani, che di cristiano hanno solo il nome. Non c’è posto per il Bambino, un senzatetto dalla paternità incerta, nato in una grotta e deposto in una mangiatoia. Per il sindaco di Como offende il decoro del Natale e compromette gli affari. Via dal presepe quella famiglia di pezzenti, almeno per tutte le festività natalizie. Stesso discorso per i pastori. Puzzano di stallatico.

Un posto d’onore, invece, lo merita Erode. Il suo partito ha la maggioranza in Parlamento. Suvvia, concedere lo ius soli a 800 mila bambini e ragazzi stranieri, scherziamo? Sono un pericolo devastante, peggio dei missili di Pyongyang: destabilizzano la nazione. Per la verità destabilizzano solo gli egoismi dei tanti Erode che siedono in Parlamento e che soffrono la stessa sindrome dell’antico re della Giudea, detto  il Grande, ma in realtà piccolo rais di provincia, succube della superpotenza romana. E quando sei un mediocre politico, che nello scenario internazionale non conta nulla, hai paura di perdere il tuo meschino star bene.

Quel  Bambino è un pericolo. Potrebbe togliere la fetta di potere a cui gli Erode di sempre si aggrappano. Anzi, ogni bambino è un potenziale nemico, che pone a rischio le sicurezze degli emuli del re della Giudea. Nel dubbio, meglio andare per le spicce senza troppi distinguo e ordinare la strage degli innocenti, impedendo a quei bambini di esistere. In tal modo gli Erode si illudono di conservare il loro regno di cartapesta. È ciò che hanno deciso – o meglio: scelto di non decidere – i nostri  “onorevoli” rappresentanti, affossando lo ius soli e negando diritto di cittadinanza a 800 mila bambini e ragazzi, rei solo di turbare i sonni agitati dei benpensanti. Quei bambini, come duemila anni fa, non hanno diritto di esistere in Italia.

E, dunque, nel presepe, mettiamo solo Erode. Magari in compagnia di Pilato: lavarsi le mani su di un problema così importante è assai peggio che se si fosse avuto il coraggio di votare contro. Con un’aggravante: il procuratore romano della Giudea non esultò, quando decise di non decidere, mandando di fatto a morire quel Galileo e portando a termine l’impresa di Erode. Non ne ebbe la spudoratezza e salvò un briciolo di dignità. Non era un “onorevole” lui.

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