Pubblicato: ven 29 Dic 2017

Caltagirone ha il bilancio: il Viminale dà l’ok

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ph. Andrea Annaloro

L’annuncio durante la conferenza stampa di fine anno. “Caltagirone è uscita dal dissesto”, ha dichiarato l’assessore al ramo Giaconia. Si pone fine, dunque, ad una vacatio durata più  di cinque anni, che ha fatto della città della ceramica un caso nazionale.

di Giacomo Belvedere

E bilancio fu. Dal Viminale è giunto infine l’ok all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per l’esercizio finanziario 2012 – 2016, approvata dal Consiglio comunale di Caltagirone, nel corso di una lunga seduta del 17 luglio scorso e protrattasi sino alle prime ore del 18 luglio. Allora il bilancio fu approvato con 21 voti favorevoli e due astenuti (Enzo Di Stefano e Mario Polizzi).

L’annuncio ufficiale  è stato dato durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, tenuta dal sindaco Ioppolo, assieme alla sua Giunta, stamani alle 11, nel Salone di rappresentanza “Mario Scelba” del Municipio di Caltagirone.

Il 19 dicembre la Commissione Finanze Enti locali del Viminale ha approvato all’unanimità l’ipotesi del piano contabile dell’Ente. “La notizia più importante non è l’approvazione del bilancio. Ma che Caltagirone è uscita dal dissesto”, ha dichiarato l’assessore al ramo Giaconia.

Si pone fine, dunque, ad una vacatio durata più  di cinque anni, che ha fatto della città della ceramica un caso nazionale: una città priva del piano contabile dell’Ente per così tanti anni non si era ancora vista. Dopo il varo definitivo da parte del Viminale, si può finalmente dire concluso il “caso Caltagirone”.

Ioppolo incassa un risultato, che benché squisitamente tecnico, ha indubbiamente anche un risvolto politico non trascurabile. È ancora viva nella memoria la fine dell’amministrazione Bonanno, che proprio sullo scoglio del bilancio naufragò rovinosamente. Dopo la dichiarazione di dissesto del 12 marzo 2013, infatti, Bonanno non riuscì a varare il bilancio, che fu bocciato a tarda notte dal Consiglio comunale nella seduta fiume del 19 marzo 2015, che segnò la fine della sua esperienza amministrativa.

Il primo cittadino di Caltagirone aveva fretta di metter la parola fine alla storia infinita del bilancio comunale, marcando una linea di discontinuità con il passato. La scelta dell’assessore Massimo Giaconia è stata mirata al conseguimento, in tempi brevi, di questo obiettivo. Ma la navigazione del piano contabile dell’Ente è stata piuttosto accidentata e la discussione in Consiglio comunale, più volte annunciata come imminente, ha subito numerosi slittamenti. Data per sicura a fine anno 2016, l’approvazione del piano finanziario quinquennale è stata via via rinviata, per problemi sorti nel frattempo, che hanno richiesto correzioni e ritocchi, finché si è arrivati alla vigilia della festa di S. Giacomo di quest’anno. Dopo un anno, rispetto alle previsioni, infine, l’amministrazione porta a casa il piano contabile dell’Ente. 

Adesso Ioppolo potrà navigare in acque più tranquille. Incassato il bilancio, potrà  e dovrà impegnarsi nella progettazione e nel rilancio della città. Ma non è detto che bilancio faccia automaticamente rima con rilancio. I problemi potrebbero venire dal fronte interno. La quadra della Giunta è frutto di accordi e alchimie politiche assai delicate e non è mistero che ha generato alcuni mal di pancia nelle compagini che si sono viste sacrificate in nome dell’alleanza. Superato lo scoglio arduo del bilancio, le fibrillazioni sopite potrebbero riacutizzarsi, anche in vista delle elezioni del 4 aprile, in cui le forze politiche, dato il sistema proporzionale, tenderanno a marcare i distinguo per tirar acqua al proprio mulino. Ma le elezioni potrebbero anche incidere sulla compagine della Giunta in altro modo. In ballo è il futuro dell’assessore Giaconia. Il suo è stato un incarico ad hoc, in vista dell’approvazione del bilancio, Per questo è stato fortemente voluto e difeso dal Sindaco, contro le opposizioni che criticavano la presenza part time dell’assessore a Caltagirone. Incassata la partita del piano contabile dell’Ente, Giaconia potrebbe lasciare l’incarico, per tornarsene a Milano o magari scommettere, nella prossima tornata elettorale, il proprio futuro politico nel movimento politico “Energie per l’Italia” di Stefano Parisi, a cui l’assessore è molto vicino.

C’è inoltre il nodo dell’assessorato alla Cultura, rimasto vacante dopo le impreviste dimissioni dell’assessore Vito Dicara, per le note vicende dei 4 cuccioli di cane abbandonati. Il Sindaco ha nominato come consulente a titolo gratuito alle attività culturali il prof. Giacomo Pace Gravina, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Messina. Una mossa attendista, in attesa che si placassero le polemiche, ma è certo che il nodo di un incarico a tutto tondo dovrà essere sciolto, prima o poi. 

Intanto Ioppolo può con soddisfazione godersi questo successo con le “collorelle” del Natale 2017. Ai problemi del 2018 ci sarà tempo per pensarci. Comune è la consapevolezza che, priva di questo documento indispensabile di contabilità, la città difficilmente avrebbe potuto uscire dalle secche della crisi economica. Occorre tuttavia rammentare che la ferita è cicatrizzata, ma potrebbe riaprirsi se non si proseguirà il cammino con prudenza e accortezza, perché i rischi di una recidiva sono dietro l’angolo.

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