Pubblicato: ven 29 Dic 2017

Capodanno 2018, il Sindaco di Caltagirone vieta i “botti” di fine anno

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ph. repertorio

Il divieto riguarda l’utilizzo di prodotti pirotecnici, anche se di libera vendita, nelle aree urbane della città e frazioni, nelle aree affollate, dal 31 dicembre 2017 al 1 gennaio 2018. Esclusi dal divieto i fuochi pirotecnici professionali autorizzati dai competenti organi.    

Vietati a fine anno a Caltagirone lancio di lancio di petardi, botti e artifici pirotecnici di vario genere, “anche se di libera vendita, nelle aree urbane della città e frazioni, nelle aree affollate, per il periodo dal 31 dicembre 2017 al 1 gennaio 2018”. Lo ha deciso il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, che ha emesso oggi un’ordinanza sindacale in merito. Sono esclusi dal divieto i fuochi pirotecnici professionali autorizzati dai competenti organi.    

“Esiste un pericolo oggettivo – spiega il Sindaco –  in quanto, come riportano le cronache, ogni anno, si verificano infortuni anche di grave entità a danno di quanti, imprudentemente, utilizzano o entrano in contatto con artifici pirotecnici” e “seppur di modesta entità, diventa fonte di pericolo anche l’utilizzo di prodotti che hanno un effetto luminoso, quando gli stessi vengono accesi in luoghi affollati e in presenza di bambini”.

Tra le motivazioni del divieto, anche latutela della salute degli animali domestici che a causa dell’utilizzo di petardi, botti, fuochi d’artificio, possono subire dei danni e essere causa loro stessi di danni procurati, per eventuali reazioni incontrollabili”.

“Onde evitare l’insorgenza di possibili danni fisici” – continua l’ordinanza – causati “dall’utilizzo improprio di botti provenienti anche dalla vendita illegale, poiché spesso quest’ultimi di natura contraffatta”, il Sindaco invita “alla verifica durante gli acquisti di eventuali artifici pirotecnici che gli stessi siano conformi alle vigenti norme e che l’acquisto avvenga in negozi autorizzati, accendendo i botti in zone isolate e comunque a debita distanza da persone e animali, verificando che tale attività non sia causa di possibili procurati incendi”.

Le violazioni saranno punite con la sanzione amministrativa pecuniaria a partire da € 50,00 e sino a € 500,00, ai sensi dell’art.7 bis del Decreto Leg.vo 267/2000.

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