Pubblicato: ven 12 Gen 2018

Caltagirone, potabile, dopo 20 anni, l’acqua nelle frazioni di Granieri, Santo Pietro e Piano San Paolo

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Un’ordinanza del 1998 vietava di utilizzare a fini potabili le acque provenienti dal pozzo Bosco di Mezzo per valori fuori norma di solfati e ammoniaca. Da campionamenti effettuati nel 2017 da Sie e Asp è emerso che l’acqua fornita alle frazioni risulta conforme ai valori di parametro previsti.

Ripristinata dopo 20 anni la fornitura di acqua potabile nelle frazioni di Granieri, Santo Pietro e Piano San Paolo, comprese le località Piano Stella e Piano Chiazzina, con conseguenti benefici per i residenti, per gli utenti e gli operatori delle strutture sanitarie che, in particolar modo a Santo Pietro e Piano San Paolo, erano state sin qui approvvigionate attraverso appositi servizi di trasporto del prezioso liquido. è emerso che l’acqua fornita alle frazioni risulta conforme ai valori di parametro previsti 

Il sindaco Gino Ioppolo ha emesso un’ordinanza con la quale revoca il provvedimento con cui, il 10 giugno 1998, alla luce dei rilievi del Laboratorio di igiene e profilassi, reparto chimico, dell’Azienda Usl di Catania, si vietava di utilizzare a fini potabili le acque provenienti dal pozzo Bosco di Mezzo in quanto esse presentavano valori fuori norma di solfati e ammoniaca, derivanti comunque non da inquinamento e/o da fattori di tipo antropico, ma da cause naturali. Ne era scaturito, negli anni successivi, l’istituzione (ordinanza del 21 ottobre 2009) della “fascia di rispetto” intorno al pozzo di Bosco di Mezzo in adempimento alla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano.

Il 12 febbraio 2014 l’Azienda sanitaria provinciale di Catania aveva emesso l’autorizzazione sanitaria per il consumo umano delle suddette acque. Infine, nel 2017 la Sie, la società che gestisce il servizio idrico nel Comune di Caltagirone, ha effettuato un serie di campionamenti – compiuti pure dall’Asp – dai quali è emerso che l’acqua fornita alle frazioni risulta conforme ai valori di parametro previsti dalla legge sia per i solfati che per l’ammoniaca. La stessa Sie ha pertanto richiesto la revoca dell’ordinanza del 1998, in quanto superata dai successivi accadimenti.

Il sindaco Ioppolo ha altresì ordinato “il costante monitoraggio della situazione così come previsto dalla normativa”.

 

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