Pubblicato: gio 1 Feb 2018

Il neo Questore di Catania a Caltagirone: “Presto nuova sede Commissariato e spero in nuove risorse umane”

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ph. Il Sette e Mezzo

Il Questore si è incontrato col Sindaco Ioppolo e la Giunta. Incontri  istituzionali col vescovo mons. Peri e col procuratore Verzera, con cui ha avuto uno scambio di vedute e informazioni sulla situazione ordine pubblico ed in particolare sulle problematiche del Cara di Mineo .

di Giacomo Belvedere

Visita istituzionale del nuovo questore di Catania, Alberto Francini, accompagnato dal dirigente del locale Commissariato Marcello Ariosto, a Palazzo dell’Aquila, dove ha incontrato il  sindaco Gino Ioppolo, il vice sindaco Sergio Gruttadauria e l’assessore Francesco Caristia e il presidente del Consiglio comunale, Massimo Alparone. Nella città della ceramica il neo questore ha incontrato anche il procuratore Giuseppe Verzera e il vescovo mons. Calogero Peri.

Il neo questore di Catania si è insediato nel capoluogo etneo l’8 gennaio scorso, succedendo a Giuseppe Gualtieri, nominato prefetto con funzioni di Ispettore generale di amministrazione. Francini è nato a Napoli il 15 giugno 1957. Sposato e padre di tre figli è funzionario di Polizia dal febbraio 1983. Ha guidato in precedenza le le Questure di Lecco e Pisa.

ph. Il Sette e Mezzo

NUOVA SEDE COMMISSARIATOA Palazzo dell’Aquila il Questore ha firmato il registro degli ospiti illustri: “In ricordo di un’interessante ed emozionante visita a questa importante e gloriosa città di Caltagirone”, ha chiosato. Col sindaco Ioppolo sono stati toccati alcuni punti caldi della situazione dell’ordine pubblico a Caltagirone, che fa i conti, tuttavia, con problemi logistici relativi alla struttura fatiscente e inadeguata che tuttora ospita il Commissariato, in attesa di poter traslocare nei nuovi locali dell’ex casa delle Fanciulle. La vecchia sede di via Porta del Vento, infatti, si è resa  inagibile, a seguito del crollo di un soffitto avvenuto il 17aprile 2016, che, solo per fortuita coincidenza, non provocò danni più gravi al personale. Ne sono derivati in questi anni gravi disagi per il personale (49 uomini, compresi tre impiegati civili) e per gli utenti. La nuova sede, allocata nei locali dell’ex Casa delle Fanciulle, in via S. Maria di Gesù, ha dovuto subire alcuni adeguamenti dovuti al cambio di destinazione d’uso. La struttura avrebbe infatti dovuto ospitare, una volta resa fruibile, tra i 70 e i 90 minori non accompagnati richiedenti asilo e non, con un finanziamento approvato nel marzo del 2010 che aveva previsto una spesa di circa due milioni di euro.

Successivi intoppi hanno ritardato il taglio del nastro del nuovo Commissariato di Pubblica Sicurezza calatino.  Ora pare che si sia in dirittura d’arrivo: “Ho trovato da parte dell’Amministrazione comunale massima disponibilità in tal senso”, ha dichiarato il Questore.

ph. Andrea Annaloro

AUMENTO ORGANICO – Altro tema caldo è l’aumento dell’organico. Il Questore non si  è sbilanciato: “Promesse non sono abituato a farne, anche perché non dipendono da me”, ha precisato, sottolineando tuttavia la necessità di un incremento degli effettivi in forza al Commissariato caltagironese, la cui situazione è ben nota al Viminale, che è “informatissimo sulla problematica di Catania e della sua provincia”. “Ma tutti chiedono – ha aggiunto – nuovo personale, e dunque occorre fare i conti con la realtà”. “Spero che anche a Caltagirone – ha concluso – possa andare una quota parte delle risorse umane che sicuramente nell’immediato futuro arriveranno”.

CARA DI MINEO – Per quanto riguarda il problema sicurezza al Cara di Mineo, Francini sarebbe orientato a favore di un presidio permanente che decongestioni il carico di lavoro che pesa attualmente sul Commissariato di Caltagirone. Il Cara di Mineo, infatti, assorbe  circa il 50% delle risorse disponibili al Commissariato caltagironese. Ma Francini ha anche aggiunto che prima vuole rendersi conto personalmente della situazione al Cara, in cui non ha avuto ancora modo di andare. “Sul Cara ho qualche idea – ha concluso – ma mi devo confrontare, innanzitutto con il Prefetto e poi  con i responsabili della struttura”.  Sul centro menenino il Questore ha avuto uno scambio di vedute e di informazioni col procuratore Verzera, sugli aspetti più strettamente investigativi. “L’ho conosciuto stamattina – ha dichiarato –: mi ha fatto una grandissima favorevole impressione. È una persona molto molto vicina a noi, alle forze di polizia. Molto pratica, che va direttamente al nocciolo dei problemi e anche molto disponibile e umana. Abbiamo parlato di alcuni progetti, ancora in fieri, da mettere in atto su questo territorio”.

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