Pubblicato: mer 4 Apr 2018

Femminicidio Patrizia Formica, la sorella: “Non sono per la pena di morte, ma chiedo giustizia”

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ph. Andrea Annaloro

Franca Formica, sorella di Patrizia, la donna uccisa a coltellate il 3 aprile dell’anno scorso: “Non ci siano sconti di nessun genere. Io non sono assolutamente per la pena di morte perché credo in Dio, ma chiedo che ci sia giustizia”.

di Giacomo Belvedere

“A mia sorella è stata negata la vita. Io vorrei tanto che per chi commette questi reati ci siano delle punizioni giuste. Non ci siano sconti di nessun genere. Io non sono assolutamente per la pena di morte perché credo in Dio, ma chiedo che ci sia giustizia”. Parole limpide e nette:  uno dei passaggi più significativi dell’intervista che ci ha rilasciato Franca Formica, sorella di Patrizia, la 47enne uccisa con quattro coltellate dal compagno, Salvatore Pirronello, la notte tra il 2 e il 3 aprile dell’anno scorso nella casa della donna in via Filippo Paladini, in contrada Balatazze a Caltagirone.

Ieri, nella ricorrenza del primo anniversario dala morte, si è tenuto un’incontro nella sala conferenze della parrocchia San Vincenzo de’ Paoli, preceduto da una messa voluta dai familiari in suffragio della loro cara congiunta.

L’incontro, promosso dall’Amministrazione comunale di concerto con la famiglia, intendeva far riflettere sul gravissimo fenomeno del femminicidio. Sono intervenuti: il sindaco Gino Ioppolo; l’assessore al Welfare Sabrina Mancuso; il parroco don Vincenzo Mangano; una delle sorelle della vittima, Franca; la presidente dell’associazione “Estia”, Paola La Ganga, costituitasi parte civile nel processo all’omicida, e la dirigente dell’istituto comprensivo “Maria Montessori”, Adele Puglisi. A seguire la lettura dei brani degli studenti delle medie inferiori e superiori che hanno partecipato al concorso organizzato dal “Montessori” in occasione dell’ultima Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Pirronello è stato rinviato a giudizio lo scorso 27 marzo, con l’accusa di omicidio doloso pluriaggravato da futili motivi, minorata difesa e crudeltà, dal Gup Salvatore Ettore Cavallaro, che non ha creduto alla tesi del raptus,  Con questo capo d’imputazione, a processo ordinario, Pirronello rischia l’ergastolo. La prima udienza del processo è fissata il prossimo 3 luglio presso la Corte d’Assise di Catania.

Durante l’udienza preliminare, prtesso il Tribunale di Caltagirone, i parenti della vittima, ammessi in aula, avevano ciascuno una foto della donna e la mostravano a Pirronello ogniqualvolta si voltava e incrociava i loro sguardi. Come a volerlo  inchiodare alle sue responsabilità per l’atroce delitto. Ma anche per far presente Patrizia, nell’ambiente asettico, privo di emozioni che è l’aula di un Tribunale: “Era come se mia sorella non esistesse – ci ha spiegato Franca Formica. ­“E io allora ho voluto mettere proprio in evidenza lei, perché era quella che aveva subito un torto enorme, la persona a cui è stata negata la vita. Mia sorella non potrà più essere la mamma dei suoi figli, non potrà più essere la sorella amorosa  e affettuosa che noi avevamo, mia sorella non potrà più avere la soddisfazione e la gioia di vedere crescere i figli”.

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