Pubblicato: gio 3 Mag 2018

Catania, terremoto giudiziario all’Ispettorato territoriale del lavoro: arrestato anche ex deputato Forzese

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Quattro arresti per corruzione, più 5 destinatari di misure interdittive: arrestati l’ex deputato regionale Mario Lucio Forzese,  il direttore dell’Ispettorato Tito Amich, la responsabile dell’Ufficio legale Maria Rosa Trovato, Antonino Nicotra, già consigliere nel Comune di Catania. Per i Pm ci sarebbe stato “il continuo scambio di utilità (pacchetto di voti, incarichi alla Regione Sicilia, assunzioni in ospedali e fornitura di beni). Disposto dall’assessore regionale Mariella Ippolito l’invio di un sostituto alla direzione dell’Ispettorato. A Catania arriverà l’attuale direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Palermo Venerando Lo Conti.

Su delega della Procura distrettuale, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di 9 soggetti (4 dei quali agli arresti domiciliari e 5 destinatari di misure interdittive) in quanto responsabili, a vario titolo, di concorso in corruzione continuata, soppressione, falsità materiale e ideologica di atti pubblici a fronte di condotte delittuose verificatisi all’interno dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018.

L’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, convenzionalmente nota come “Black Job”, vede quali destinatari della misura degli arresti domiciliari il Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania, Domenico Tito Amich (cl.1953), e la responsabile dell’Ufficio legale del medesimo Ispettorato, Maria Rosa Trovato (cl.1958), nonché Marco Lucio Forzese (cl.1963), già deputato regionale nell’ultima legislatura siciliana e candidato – non eletto- alle regionali del 2017, e Antonino Nicotra (cl.1959), già consigliere nel Comune di Catania.

È stata, inoltre, disposta la misura interdittiva nei confronti di:

  • Francesco Luca (cl.1956), attuale direttore sanitario dell’ASP di Catania, sospeso per 12 mesi dall’esercizio del pubblico servizio per fatti concernenti sia l’attuale funzione che il suo ruolo di rappresentante legale, dal 2009 al 2015, dell’E.N.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale Associazione Agenzie Formative della Sicilia Impresa Sociale – EN.A.I.P. AS.A.FORM Sicilia Impresa Sociale, esercente l’attività di corsi di formazione e di aggiornamento professionale);
  • Ignazio Maugeri (cl.1987), attuale rappresentante legale del succitato E.N.A.I.P., destinatario del divieto di esercitare attività d’impresa o assumere uffici direttivi in persone giuridiche;
  • Giovanni Patti (cl.1970), titolare dell’omonimo studio commerciale con sede a Giarre (CT), sospeso dall’esercizio della propria attività professionale;
  • Orazio Emmanuele (cl.1964), rappresentante legale di società esercenti l’attività di stabilimenti balneari e di orto-colture vivaistiche, destinatario del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali;
  • Salvatore Calderaro (cl.1981), gestore di una tabaccheria, anch’egli sospeso dall’esercizio di attività imprenditoriali.

Il Servizio XXI – Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania, con uffici ubicati in Via Battello, è responsabile del controllo sulla corretta applicazione della legislazione in materia di lavoro, previdenza e sicurezza sui luoghi di lavoro a Catania e provincia. Va detto che nelle regioni a Statuto speciale del Trentino e della Sicilia, non sono stati istituiti gli Ispettorati ai sensi del D.Lgs. 149/2015  in quanto i relativi statuti attribuiscono la competenza in materia alle rispettive Regioni.

In Sicilia, pertanto, la materia del lavoro e le relative attività ispettive e di vigilanza sono di competenza dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e, in particolare, del dipendente Dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative il quale, tramite il Servizio VII – Coordinamento Ispettorati territoriali del lavoro supervisiona i nove “Ispettorati territoriali del Lavoro” (I.T.L.) presenti nelle province siciliane.

“L’investigazione – scrivono gli inquirenti –, svoltasi con estrema celerità dall’ottobre 2017 al marzo di quest’anno, ha svelato l’esistenza, all’interno dell’ufficio pubblico in questione, di un consolidato circuito corruttivo alimentato da saldi legami di amicizia che uniscono corrotti e corruttori”. Sarebbe stato  appurato come “il continuo scambio di utilità (pacchetto di voti, incarichi alla Regione Sicilia, assunzioni in ospedali e fornitura di beni) ruotasse intorno all’illegittima archiviazione di verbali originati dagli accertamenti ispettivi dai quali sono emerse, spesso, violazioni per lavoratori assunti irregolarmente o “in nero”; in alcuni casi, si è assistito anche alla materiale sparizione dei verbali stessi e/o comunque ad audizioni “amichevoli” nelle quali è stata palese la mancata tutela degli interessi erariali in gioco”.

L’attività d’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Catania – consistita nell’analisi meticolosa di decine di procedimenti amministrativi e nell’acquisizione di dichiarazioni di funzionari operanti all’interno dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania – ha permesso di tracciare svariati procedimenti amministrativi gestiti in modo parziale dagli indagati e “nei quali il potere discrezionale attribuito al Direttore dell’ente pubblico anziché essere interpretato quale fonte di responsabilità è stato asservito alle volontà dei corruttori comprimendo così definitivamente gli interessi pubblici configgenti”.

In attesa di completare gli accertamenti in corso su ulteriori procedimenti sanzionatori affidati all’Ispettorato di Catania, la Procura supportata dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania ha accertato quattro vicende corruttive. In una prima sarebbero coinvolti il dirigente Amich, l’ex deputato regionale On. Marco Lucio Forzese e l’imprenditore Calderaro (Bar-Tabacchi) di Castel di Iudica (CT). Nell’ottobre del 2017, i tre, in un incontro svoltosi presso l’ufficio di Amich, avrebbero, secondo la Procura, occultano un fascicolo relativo al procedimento amministrativo a carico dell’imprenditore destinatario di una sanzione di oltre 6.000 euro. Calderaro viene definito da Forzese quale suo “grande elettore” e persona di fiducia in grado di garantirgli un cospicuo “pacchetto” di voti. “Va sottolineato – continuano i pm –  che il vincolo amicale che unisce Amich e Forzese è testimoniato dalla disponibilità palesata dall’ex deputato regionale a favorire Amich per il conferimento di incarichi presso la Regione Siciliana”: ci sarebbe, nello specifico, una nomina a membro della commissione di esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro della Regione Sicilia, in cambio della quale Amich avrebbe assicurato la propria disponibilità ad agevolare illecitamente gli imprenditori amici del Forzese nella definizione a loro favore dei procedimenti amministrativi in materia di lavoro.

In una seconda vicenda corruttiva sarebbero coinvolti il direttore Amich, l’attuale direttore sanitario dell’ASP di Catania (Francesco Luca) e un ingegnere (Ignazio Maugeri). Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Luca e Maugeri, nelle loro qualità di rappresentanti legali dell’ENAIP, avrebbero chiesto indebitamente ad Amich un’attestazione di avvenuti versamenti di somme relative ad assegni familiari riconosciuti ai dipendenti dell’ENAIP; tale certificazione sarebbe risultata necessaria per fronteggiare un procedimento penale aperto nei confronti di Luca alla sede di Trapani a seguito di un’ispezione effettuata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro trapanese nei confronti dell’ENAIP e dalla quale sarebbero emerse violazioni penali. In cambio, Amich avrebbe chiesto e ottenuto da Luca, in ragione del suo attuale ruolo nell’ASP di Catania, la promessa di assumere a tempo determinato il fidanzato della figlia presso alcuni ospedali etnei.

Un terzo caso vede protagonisti il direttore Amich, la funzionaria Trovato e Antonino Nicotra (già consigliere comunale a Catania nella giunta del sindaco Scapagnini). Oggetto dell’accordo corruttivo sarebbe la definizione dell’entità delle sanzioni amministrative applicate a un call center catanese a seguito di 2 ispezioni eseguite da INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania negli anni 2014 e 2015. Amich avrebbe provveduto a riconoscere un’anomala decurtazione del carico sanzionatorio unitamente a una non spettante rateizzazione del pagamento; in cambio Nicotra gli avrebbe promesso il suo appoggio politico presso la nuova giunta regionale siciliana per l’ottenimento e il mantenimento di prestigiosi incarichi dirigenziali. In più, Nicotra avrebbe richiesto ad Amich di trattare una pratica giunta all’Ispettorato (un esposto di un lavoratore) seguendo un iter preferenziale, lasciando  intendere che il favore richiesto è utile a garantirgli la disponibilità di un costante “bacino” di voti.

Un’ulteriore vicenda coinvolge la responsabile dell’Ufficio Legale dell’Ispettorato del Lavoro, Rosa Maria Trovato, peraltro già gravata da precedenti giudiziari in tema di reati contro la pubblica amministrazione,  l’imprenditore Orazio Emmanuele e il suo ragioniere Giovanni Patti. Nel corso di un’audizione tenuta dalla funzionaria alla presenza dei due soggetti sarebbe stato concordato arbitrariamente, in dispregio dei doveri di imparzialità, trasparenza e nel pieno “mercanteggiare” della funzione pubblica, il differimento del pagamento di una sanzione amministrativa derivante da un’ispezione effettuata dai Carabinieri presso un lido gestito da Emmanuele. In quest’occasione sarebbe emerso dalle indagini che Rosa Maria Trovato si sarebbe già prodigata per favorire l’archiviazione di ulteriori procedimenti sanzionatori a carico sia di Patti che Emmanuele originati, tra l’altro, da attività ispettive di un reparto della Guardia di Finanza e nelle quali erano state constatate violazioni in tema di lavoro irregolare.  I finanziari avrebbero rilevato che la Trovato si sarebbe recata, in due occasioni, presso un vivaio di Emmanuele per ricevere in dono delle piante.

Le risultanze investigative complessive rappresentate dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania hanno posto in luce un quadro corruttivo consolidato e alimentato da uno spregiudicato scambio di favori attraverso il quale gli attori in campo, pubblici ufficiali, precedenti titolari di cariche istituzionali pubbliche e imprenditori, non hanno esitato a sancire accordi sacrificando i rilevanti interessi collettivi in gioco.

L’invio immediato di un sostituto alla direzione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania. È quanto ha disposto l’assessore regionale Mariella Ippolito dopo l’operazione “Black Job” del nucleo economico e finanziario della Guardia di Finanza di Catania. “Forniremo ogni forma di collaborazione utile agli organi inquirenti – ha commentato l’assessore Ippolito – e adotteremo i provvedimenti conseguenziali”. A Catania arriverà l’attuale direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Palermo Venerando Lo Conti. “La designazione di un sostituto – ha concluso l’esponente della Giunta Regionale – consentirà la piena funzionalità del servizio nel rispetto della legalità”.

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