Pubblicato: mar 5 Giu 2018

Caltagirone, cani randagi all’interno dell’ospedale: 2 adottati, 4 al Centro prima accoglienza

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ph. Andrea Annaloro

Trovata la soluzione al problema dei cani randagi che stazionano all’interno dell’ospedale “Gravina” e, in alcuni casi, potrebbero provocare rischi per l’incolumità di dipendenti e utenti, come evidenziato più volte da questi ultimi e dal Tribunale dei diritti del malato.

Trovata la soluzione al problema dei cani randagi che stazionano all’interno dell’ospedale “Gravina” e, in alcuni casi, potrebbero provocare rischi per l’incolumità di dipendenti e utenti, come evidenziato più volte da questi ultimi e dal Tribunale dei diritti del malato. Un incontro svoltosi stamani nell’ufficio del sindaco Gino Ioppolo, a cui hanno preso parte, oltre al primo cittadino (che l’ha coordinato) e all’assessore comunale ai Diritti degli animali Francesco Caristia, il direttore medico di presidio Maria Giovanna Pellegrino, i medici del Servizio veterinario dell’Asp 3 di Catania e la delegata della Lida (Lega italiana diritti dell’animale), Rosy Intonato – presente pure il deputato regionale Giuseppe Compagnone, al municipio per un concomitante convegno -, è servito, infatti, a indicare e promuovere le iniziative del caso.

Concordata l’adozione, da parte dell’ospedale, di due cani (per i quali saranno individuati altrettanti spazi nel perimetro del nosocomio), della cui cura si occuperà la Lida. I due animali saranno sterilizzati e sottoposti, da parte dei veterinari dell’Asp, a una valutazione comportamentale e ad un costante monitoraggio. Gli altri quattro randagi attualmente presenti negli spazi interni dell’ospedale saranno allontanati, sterilizzati e condotti nel Centro di prima accoglienza del Comune, in località Molona, confidando nella loro successiva adozione. L’intera “operazione”, secondo quanto rilevato durante la riunione, sarà effettuata al massimo entro una quindicina di giorni. Intanto la direzione medica del presidio ospedaliero vieterà ai non autorizzati di somministrare cibo ai cani adottati.

“Quello della doppia adozione – sottolinea la dott.ssa Pellegrinoè un gesto concreto e simbolico, perché indica il nostro profondo rispetto per gli animali e, nello stesso tempo, l’attenzione all’esigenza di sicurezza da parte degli utenti degli ospedale”.

“Riunione proficua – afferma l’assessore CaristiaLe soluzioni concordate sono il frutto delle forti sinergie fra l’Amministrazione comunale, l’Asp e le associazioni animaliste e rispondono alla logica di contemperare la necessaria tutela degli animali con quella dei cittadini che fruiscono dei servizi ospedalieri”.

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