Pubblicato: sab 30 Giu 2018

Cara di Mineo, non si chiude la gara d’appalto: prorogata la gestione di altri tre mesi

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Cara Mineo – ph. Giusi Scollo

L’Anac di Cantone aveva chiesto di chiudere entro il 30 giugno, ma Prefettura etnea ha disposto ieri un’ulteriore proroga di tre mesi, in attesa che si espleti un’altra gara per la mantenzione ordinaria e la riparazione dei danni dovuti ad atti vandalici, per un importo di circa 5 milioni di euro, che è stata revocata dal Viminale che ha disposto la riformulazione di un nuovo bando. 

di Giacomo Belvedere

E proroga fu. La Prefettura di Catania ha disposto ieri un’ulteriore proroga del contratto di appalto per l’affidamento di servizi e di forniture  per la gestione del Cara di Mineo, il mega centro di accoglienza per richiedenti asilo, sito nell’ex “Residence degli aranci” in contrada Cucinella ai piedi della città di Capuana. La gestione, affidata in regime di commissariamento, dopo le note vicende giudiziarie che si sono abbattute sul centro menenino,  alla “Casa della Solidarietà”, Consorzio di coop sociali – società capogruppo dell’Ati che si era aggiudicata il discusso appalto triennale da quasi 98 milioni di euro del 2014, era stata già prorogata il 16 settembre 2017 dal Ministero dell’Interno sino al 30 giugno 2018. 

Se non è un braccio di ferro tra la Prefettura etnea e l’Autorità anticorruzione, come quello che ci fu nel 2015 tra il direttore generale del Consorzio dei Comuni che amministrava il Cara di Mineo, Giovanni Ferrera, e il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, certo è che la decisione della Prefettura marca un chiaro distinguo rispetto a quanto suggerito da Cantone, che richiesto di un parere dalla Commissione Giudicatrice della gara d’appalto sul Cara di Mineo, aveva inequivocabilmente chiesto di accelerare i tempi, per chiudere le procedure della gara d’appalto entro il 30 giugno, opponendo un secco no ad ulteriori proroghe: “la circostanza che il contratto in essere sia stato già prorogato, da un lato – spiegava Cantone, nella sua lettera del 13 giugno scorso –, e che l’esigenza di un’ulteriore proroga nasca dai tempi di espletamento della gara in corso, dall’altro, rende critico il ripetuto ricorso a tale istituto”.  “Si suggerisce – continuava Cantone – di valutare preliminarmente la possibilità di una calendarizzazione delle operazioni di gara che consenta di addivenire all’aggiudicazione entro il 30 giugno p.v. ed alla aggiudicazione efficace nel successivo breve termine possibile”.

La Prefettura aveva chiesto, nelle more dell’aggiudicazione dell’appalto da 50 milioni, di poter avere una proroga sino al 31 dicembre. Il  discusso appalto triennale da 97 milioni di euro è scaduto, infatti, il 30 novembre 2017. Indetta la gara, le buste contenenti le offerte sono state aperte il 14 novembre 2017 in Prefettura, presso l’Ufficio Territoriale del Governo di Catania. Per il prosieguo delle attività di competenza, concernenti la procedura di gara, il Seggio di Gara si è riunito ancora in seduta pubblica il 21 novembre 2017. Quindi, il 27 e 28 marzo scorsi, sempre presso i locali della Prefettura, la Commissione Giudicatrice ha provveduto, dopo la valutazione e comparazione delle offerte tecniche ed economiche, ad assegnare i relativi punteggi, attribuiti sulla base della sommatoria tra punteggio tecnico e punteggio economico. Quindi lo stop e la richiesta di parere all’Anac sulle anomalie riscontrate e su un’ulteriore proroga, a cui è stato risposto negativamente.

Il 29 giugno la decisione della Prefettura, che rinuncia a una proroga sino a fine anno, ma dispone una proroga sine die, con la precisazione, tuttavia che “la definizione delle procedure per l’aggiudicazione definifiva della gara dei servizi può concludersi nel giro al massimo di tre mesi.  “Può”, scrive la Prefettura, non “deve”, lasciando le porte aperte a successivi aggiustamenti in itinere. La “Casa della Solidarietà” continuerà, quindi, a gestire il Cara menenino. L’importo da corrispondere alla società è pari a a euro 29,50 pro die pro capite per una capienza di 3.000 unità e quindi il valore complessivo dell’appalto e pari a 8.142.000 euro, Iva inclusa la 4% (euro 28,37 pro capite Iva esclusa valore dell’appalto euro 7.830.120).   

Tra le motivazioni addotte a supporto dell’ulteriote proroga, ovviamente, l’esigenza di garantire la continuità dei servizi agli oltre 2400 ospiti del Centro, preso atto che “la procedura di gara, giunta alla fase conclusiva con la verifica dei requisiti delle ditte utilmente collocatesi in graduatoria, non si è ancora perfezionata con l’aggiudicazione”. Ma la Prefettura mette in campo un’altra carta a sostegno del regime di prorogatio. Una carta che si è trovata in mano ultimamente. “Sulla determinazione della durata della proroga – si legge nella delibera – assume particolare rilevanza, per i delicati profili di tutela della sicurezza e dell’igiene degli ospiti della struttura di accoglienza, l’esigenza di di assicurare i necessari servizi di manutenzione funzionali della stessa struttura, fin qui ricompresi nell’originario rapporto contrattuale  e per l’avvenire oggetto di altra apposita procedura di gara curata da Invitalia, in forza di una specifica convenzione stipulata con il Ministero dell’Interno il 28 maggio 2018”. Invitalia è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia, incaricata di curare, in qualità di Centrale di Committenza per il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, la procedura di gara per l’affidamento dei servizi di manutenzione ordinaria e degli interventi straordinari da atti vandalici relativi a tutte le strutture e gli impianti presenti all’interno del Cara di Mineo. Si tratta di un appalto non suddiviso in lotti, in ragione dell’autonomia funzionale del lotto, della durata di 36 mesi, per un importo pari a euro 4.972.985, 58 oltre Iva e oneri di legge se dovuti. Insomma, il Viminale ha aperto un altro rubinetto di fondi per il Cara di Mineo: un altro appalto triennale parallelo quello da 50 milioni, anche quello triennale, per la gestione del centro.

L’importo complessivo presunto dell’appalto per le forniture e servizi , determinato dalla sommatoria degli importi dei 4 lotti, è di € 49.941.788,00 oltre IVA e oneri di sicurezza. Meno dei 97.893.000 milioni dell’appalto precedente. Tuttavia, occorre precisare che, qualora il numero e la frequenza degli arrivi di migranti nel territorio nazionale rendessero necessario un incremento delle capacità ricettive della struttura di accoglienza, il RUP, su disposizione del Ministero dell’Interno, farà ricorso agli aumenti di prestazione dei singoli lotti rapportati al numero maggiore di presenze nel centro fino al massimo previsto del 50% (cfr. d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, comma 1, lettera a). A questo aumento se ne potrebbe aggiungere un altro di un quinto, per sopraggiunte necessarie modifiche (d.lgs. 18 aprile 2016, n.50, comma 12). Il tetto dell’importo potrebbe lievitare dunque, senza necessità di una nuova procedura, sino a un importo massimo di 84.195.930,00.

Se aggiungiamo i 5 milioni dell’appalto minore e parallelo di cui si è detto, potremmo arrivare a circa 90 milioni, quasi quanto il famoso e contestato appalto da 98 milioni.

Senonché si è verificato un intoppo. Il Ministero dell’Interno il 25 giugno ha revocato la gara curata da Invitalia e dato indicazioni per la predisposizione di un nuovo bando di manutenzione, rimodulandone l’oggetto e la durata. Contando sul fatto che “quest’ultima procedura potrà giungere ad una celere aggiudicazione avavlendosi eventualmente anche dell’esecuzione anticipata”, la Prefettura ha ridimensionato la precedente richiesta di una proroga di 6 mesi, dimezzandoli a 3 mesi. Nel frattempo nella gestione del Cara, a parte il commissariamento, si continua come prima. E quella della proroga reiterata appare come una storia già letta.

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