Pubblicato: dom 1 Lug 2018

Caltagirone, dopo il “Venerdì nero” in Urologia, Consiglio straordinario sulla Sanità

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ph. Andrea Annaloro

Il sindaco Ioppolo sul “caso” – Urologia: “Si faccia luce su un episodio che, se riscontrato nella sua descrizione, sarebbe increscioso e inqualificabile”. Convocata dal presidente Alparone una riunione dei capigruppo allargata a tutti i consiglieri, convocata per le 10 di martedì 3 luglio.

Un venerdì da dimenticare per la Sanità  calatina. Venerdì mattina, nel reparto di Urologia dell’ospedale “Gravina”, diverse decine di pazienti sono rimasti in vana attesa, per oltre quattro ore, di un medico, col risultato che, per loro, non è stato possibile fare né le visite in reparto, né quelle ambulatoriali, e persino un piccolo intervento chirurgico è saltato. Alla carenza si è sopperito soltanto con l’arrivo, alle 12,30 circa, dell’urologo che avrebbe dovuto prendere servizio alle 14 e che ha pertanto anticipato il proprio turno.

Sul caso interviene il Sindaco  d Caltagirone: Ho già chiesto all’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razzaafferma Gino Ioppolo -, di far luce sull’episodio che, se riscontrato nella sua descrizione, sarebbe increscioso e inqualificabile”“Sono auspicabili maggiore attenzione e coordinamento da parte degli uffici preposti – aggiunge il primo cittadino – per evitare inammissibili disservizi agli utenti in un settore di strategica importanza per la salute”.

Del “caso” si occuperà pure il Consiglio con una riunione dei capigruppo allargata a tutti i consiglieri, convocata per le 10 di martedì 3 luglio, nella sala “Arturo Vella” del palazzo municipale, dal presidente Massimo Alparone. “L’obiettivo – spiega Alparone – è quello di puntare i riflettori sugli episodi negativi che chiamano ancora una volta in causa la sanità nostrana per assumere iniziative unitarie e condivise”. Le criticità della sanità locale e territoriale sono state reiteratamente al centro, durante numerose sedute dell’assise, di svariate comunicazioni, in particolare da parte dei consiglieri Roberto Gravina, Cristina Navarra e Vincenzo Di Stefano.

Intanto sono state avviate dal primario del reparto, d’intesa con la Direzione medica del Presidio, le verifiche interne per l’accertamento di quanto accaduto e delle eventuali responsabilità che qualora fossero appurate sarebbero contestate con procedimento disciplinare a carico dei dirigenti medici coinvolti.

«È un fatto increscioso – afferma il dr. Francesco Abate, direttore dell’UOC di Urologia -, che ci porta comunque a rivedere, in ottica proattiva, l’organizzazione delle nostre attività e che, tuttavia, non può compromettere la reputazione di un reparto storico del nostro Ospedale, culla della disciplina nel territorio. La continuità assistenziale è stata garantita. Non si è verificata nessuna urgenza. Abbiamo riprogrammato le attività che erano in agenda per la giornata di venerdì. Con grande mio disappunto, questo lede notevolmente il lavoro condotto quotidianamente in questi anni, pur in presenza di notevoli difficoltà, con il solo obiettivo di servire i cittadini, ai quali rivolgo le mie costernazioni. Farò chiarezza sulla vicenda e d’intesa con la Direzione medica del Presidio sottoporremo alla Direzione strategica gli interventi per migliorare ancor di più il livello di resilienza della struttura ad eventi improvvisi, già comunque dimostrata nella mattinata di venerdì».

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