Pubblicato: ven 22 Mar 2013

No Muos: il bastone e la carota

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no muos 30 aprileNO MUOS: IL BASTONE E LA CAROTA. CRESCE LA TENSIONE MA SI CONTINUA A TRATTARE – Si avvicina la data della manifestazione nazionale, indetta il 30 marzo contro la stazione MUOS, in contrada Ulmo nel territorio di Niscemi, e cresce la tensione tra attivisti e Forze dell’Ordine. Il 14 marzo vi sono state perquisizioni a casa di 16 attivisti No Muos di Niscemi, il  nucleo storico degli attivisti. In pratica,  che  tiene in vita il presidio permanente davanti alla base americana. Secondo le Forze dell’Ordine, l’atto sarebbe stato motivato in quanto «durante un giro di perlustrazione della zona presidiata, gli agenti di Polizia sarebbero stati fatti segno di una fitta sassaiola ad opera dei dimostranti, i quali avrebbero pure sparato un bengala». Tre poliziotti sarebbero stati colpiti ma – precisa la Polizia – non feriti. Le perquisizioni domiciliari, per verificare l’eventuale possesso di altri ordigni, non hanno dato alcun esito. Nessuno, nel mondo dei No Muos, finora, ha confermato la versione della Polizia. Il 15 marzo, presso il presidio delle mamme No Muos la tensione è stata altissima e si è arrivati quasi allo scontro fisico.

L’INDAGINE DELLA PROCURA DI CALTAGIRONE – Il 22 marzo la Procura di Caltagirone ha emesso avvisi di conclusioni di indagini e comunicazioni di garanzia nei confronti di due donne, di 32 e 35 anni, indagate per violenza privata, resistenza e oltraggio a pubblici ufficiali. Secondo l’accusa, le due donne avrebbero impedito, il 6 marzo scorso, con violenza e minaccia l’ingresso nella base, per circa un’ora e mezza, di un pullman dove si trovavano militari della marina americana, fra cui l’ammiraglio comandante della Zona Sud Europa di stanza a Napoli, opponendo resistenza alle forze di polizia intervenute per garantire la libertà di accesso alla struttura e insultando gli operatori con frasi offensive. La Procura di Caltagirone, che sul costruendo sistema radar di telecomunicazioni militare Usa nel sughereto di contrada Ulmo ha anche aperto un’inchiesta per violazione delle norme ambientali, chiarisce che devono essere tutelate «sia la libertà di manifestazione del pensiero dei cittadini, sia la libertà movimento e l’agibilità completa della base militare e dei componenti delle forze armate Nato». La Procura di Caltagirone ricorda inoltre che «saranno perseguite penalmente, secondo le forme e le modalità stabilite dalle leggi in vigore, violenze e minacce che trasmodino dall’ambito della protesta pacifica e del diritto di critica e di riunione e di manifestazione del pensiero, o che intralcino le libertà di azione delle truppe militari Nato, la funzionalità della Base o che provochino danni materiali agli impianti e alle installazioni militari». I Comitati No Muos esprimono preoccupazione per l’escalation della tensione. Già martedì 19 – spiega il coordinamento regionale dei comitati in una nota – in un incontro alla Prefettura di Caltanissetta, gli attivisti e il sindaco di Niscemi erano stati avvisati che «da parte ministeriale non si sarebbe più tollerato il blocco dei lavori nella base».

 IL CONSOLE MOORE INCONTRA TRIZZINO E VENTURINO – Intanto il console generale degli Usa a Napoli, Donald Moore, è sceso in Sicilia, dove ha avuto una serie di colloqui istituzionali per tentare di capire se ci sono le condizioni per la prosecuzione del progetto. Il console si è detto fiducioso che l’antenna si farà. «L’installazione del Muos – ha affermato –  è cruciale per gli interessi di sicurezza nazionale di Italia, Stati Uniti e dell’intera Nato ma la salute dei cittadini deve essere garantita e l’accordo dell’11 marzo scorso è un chiaro segnale in questo senso. Le altre due installazioni Muos che si trovano alle Hawaii e in Virginia sono molto vicine ai centri abitati ed una è a 7 km da un aeroporto e non ci sono mai stati problemi». Nel frattempo l’assessore alla Salute della Sicilia, Lucia Borsellino, ha avuto a Roma un incontro con i rappresentanti nazionali del Ministero dell’Ambiente e della Salute, durante il quale si è stabilito di  creare una cabina di regia per eseguire nuovi esami e controlli sul Muos. Della cabina faranno parte l’Istituto superiore Sanità, l’Ispra, l’Arpa e anche il professor Massimo Zucchetti, in qualità di esperto dell’organismo nazionale per la valutazione dei rischi sull’istallazione del Muos di Niscemi. Si è deciso inoltre che le misurazioni, oltre che sul Muos, verranno effettuate anche sulle 46 antenne adiacenti. Il 21 marzo il console Moore ha incontrato il presidente della commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino e il vice presidente dell’Ars, Antonio Venturino, per cercare di avviare un’operazione trasparenza sul destino del Muos. «È stata una discussione cordiale ma accesa» – ha dichiarato Trizzino. Il presidente della commissione Territorio e Ambiente ha formalmente chiesto al console di permettere ai tecnici italiani di accedere nella base militare per potere effettuare le nuove rilevazioni e di offrire loro la massima collaborazione dell’esercito Usa, «in modo che i nuovi dati siano rappresentativi dell’impatto reale sulla salute della popolazione». Trizzino ha  invitato Moore a Niscemi, mercoledì 27 marzo, a incontrare una delegazione dei rappresentanti dei comitati e del Sindaco, auspicando gli Stati Uniti collaborino con i tecnici italiani «affinché sia fatta luce sugli effetti del Muos, così come stabilito nel protocollo del 2011».

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